Imprenditori di successo o icone sociali?

Innumerevoli sono le personalità che si sono distinte e hanno profondamente influenzato il percorso socio-economico dell’India. L’industriale che oggi più di ogni altro simboleggia il boom asiatico è Ratan Tata. Da Mumbai è alla guida di un impero economico presente in ben cinque continenti. Ma il Gruppo Tata è riconosciuto dagli indiani non come una potenza industriale, bensì come il massimo sforzo che un uomo può fare per il proprio Paese.

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Il vincitore del Pehlwani

Pehlwani è il wrestling indiano. Quest’anno, i primi di ottobre, si è svolto a Katra, tra le regioni Jammu e Kashmir, la quarta edizione del torneo amichevole tra India e Pakistan. I regolamenti di questa disciplina variano da una regione all’altra dell’Asia; si vince portando al knockout l’avversario. I lottatori Hindu sono chiamati Guru, mentre quelli mussulmani Ustad. In palio la riproduzione di un’antica arma indiana, la Gurj.
L’India ha raggiunto il suo picco di gloria nei IV Asian Games (o Giochi Jakarta) nel 1962, quando tutti i sette lottatori indiani hanno ottenuto delle medaglie: 12 tra quelle in Freestyle wrestling e quelle in lotta greco-romana.

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La contraddizione delle caste

In questi ultimi anni, il governo centrale indiano ha elaborato numerose proposte per allentare la rigidità castale. Ad esempio, l’idea di donare un bonus di 50mila rupie (1.000 dollari) alle coppie di caste diverse che decidono di sposarsi. Le caste inferiori, gli intoccabili, escluse dalla maggior parte delle attività politico-economiche del Paese, costituiscono i due terzi della popolazione indiana e questo rischia di frenare l’India nella sua scalata mondiale.

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Bere in India

Nelle cucine indiane sono presenti molti succhi di frutta o di verdura dissetanti, nutrienti o semplicemente rinfrescanti. Uno fra questi è il Lassi, ideale bevanda estiva di gusti diversi. Vengono frullati insieme yogurt, frutta fresca, latte, zucchero, ghiaccio e aromi vari.

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La religione unisce o separa?

La maggioranza degli indiani è di religione induista (80,45%), mentre la seconda comunità religiosa per grandezza è quella dei musulmani (13,43%). Le altre principali minoranze sono cristiani (2,34%), sikh (1,87%), buddhisti (0,77%), giainisti (0,41%).
Negli ultimi anni, il proselitismo delle religioni monoteiste ha spesso affiancato i movimenti per l’emancipazione socio-economica delle caste inferiori, dette dalit, gli intoccabili.

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