Un cartone animato in 3D porterà sul piccolo schermo il re della comicità muta a quasi 35 anni dalla sua scomparsa. Tornerà a vivere ad opera della DQ Entertainment di Hyderabad, specializzata in animazione digitale, che promette un risultato «più divertente di Mr. Bean». La società indiana realizzerà 104 episodi della durata di 6 minuti l’uno. Aton Soumach, presidente della Method Animation (casa di produzione francese con cui si è stabilita una collaborazione), ha spiegato che «non sarà un ritratto realistico, ma un pupazzo che si muoverà in uno spazio insolito», in un contesto moderno. Emittenti indiane e francesi, ma anche britanniche, tedesche e scandinave stanno già scommettendo sulla riuscita del progetto e stanno cercando di accaparrarsene i diritti televisivi.
Il pubblico indiano sta diventando un insaziabile divoratore di cartoon, e Bollywood sa come alimentarlo. Dimostrazione ne è il successo della versione animata dell’antico poema indù Ramayana.
Già da qualche tempo i giganti dell’entertainment americano hanno iniziato a rivolgersi alle aziende indiane per questo tipo di realizzazioni, per esempio la Disney ha affidato alla Yash Raj Films la creazione del cartone in hindi Romeo Roadside, nel 2009. Risultato, l’industria dell’animazione indiana sta crescendo del 27% l’anno. E stime recenti prevedono che nel 2012 arriverà a valere circa 1,16 miliardi di dollari.


