Charlie Chaplin torna a vivere in 3D grazie all’India

Un cartone animato in 3D porterà sul piccolo schermo il re della comicità muta a quasi 35 anni dalla sua scomparsa. Tornerà a vivere ad opera della DQ Entertainment di Hyderabad, specializzata in animazione digitale, che promette un risultato «più divertente di Mr. Bean». La società indiana realizzerà 104 episodi della durata di 6 minuti l’uno. Aton Soumach, presidente della Method Animation (casa di produzione francese con cui si è stabilita una collaborazione), ha spiegato che «non sarà un ritratto realistico, ma un pupazzo che si muoverà in uno spazio insolito», in un contesto moderno. Emittenti indiane e francesi, ma anche britanniche, tedesche e scandinave stanno già scommettendo sulla riuscita del progetto e stanno cercando di accaparrarsene i diritti televisivi.
Il pubblico indiano sta diventando un insaziabile divoratore di cartoon, e Bollywood sa come alimentarlo. Dimostrazione ne è il successo della versione animata dell’antico poema indù Ramayana.

Già da qualche tempo i giganti dell’entertainment americano hanno iniziato a rivolgersi alle aziende indiane per questo tipo di realizzazioni, per esempio la Disney ha affidato alla Yash Raj Films la creazione del cartone in hindi Romeo Roadside, nel 2009. Risultato, l’industria dell’animazione indiana sta crescendo del 27% l’anno. E stime recenti prevedono che nel 2012 arriverà a valere circa 1,16 miliardi di dollari.

Arundhati Roy, un personaggio ingombrante

La scrittrice di ‘Il dio delle piccole cose’, ha vinto il Booker Prize a Londra nel ‘97, è diventata un eroina no-global conosciuta in tutto il mondo, ma … in India è un personaggio scomodo. È stata condannata per oltraggio circa sette anni fa per aver criticato una sentenza dell’Alta corte di giustizia indiana, favorevole alla costruzione di una grande diga sul fiume Narmada. In quell’occasione il suo ruolo di scrittrice si è confuso con quello di attivista politica e sociale.

Nei suoi saggi fornisce un’immagine molto forte del suo Paese, lo descrive come una superpotenza superpovera, una democrazia solo per alcuni. In un’intervista rilasciata a La Stampa a settembre, parla di contraddizioni: ‘Non si riesce a dare cibo e acqua sufficienti alla popolazione, ma ora tutti verranno forniti di una carta d’identità elettronica. E quelli che non l’avranno, cesseranno di esistere’.

Il pericolo del jeans … e del reality

Incredibile se ci pensiamo bene. Una notizia pubblicata a giugno di quest’anno: i jeans sono stati banditi in alcuni college Indiani, come altri indumenti occidentali, per diminuire il rischio di subire molestie sessuali. Come se a ‘suggerire’ tali comportamenti molesti fosse la donna e il suo comportamento: indossare un paio di jeans è in effetti ufficializzato come atteggiamento provocatorio nello Stato dell’Uttar Pradesh, nell’India settentrionale. Notizia che sa un po’ di muffa, visto che proprio quest’anno nel mese di agosto la televisione Indiana ha realizzato un nuovo reality show di tutt’altro pensiero. Protagonista è proprio una donna, più precisamente una donna già molto nota al ‘mondo televisivo’, l’attrice Rakhi Sawant, che sfidando con orgoglio la tradizione dei matrimoni combinati, ha sapientemente selezionato, tra più di 12.000 pretendenti/concorrenti, il suo futuro marito. Anche se con non poche polemiche. (continua…)

Erotismo. Omosessualità. Passi da gigante

L’India è un Paese in cui erotismo e sessualità sono giuridicamente argomenti molto spinosi, nonostante una lunghissima tradizione erotica che ha animato per secoli arte, danza e letteratura. Anche la cinematografia Bollywoodiana mantiene tuttora un tono casto nel raccontare il rapporto tra uomo e donna, attori ed attrici spesso rifiutano di baciarsi per non danneggiare la propria immagine. Ecco, invece, che la produzione fumettistica indiana ci sorprende, allentando i lacci conservatori imposti, spingendosi ben oltre gli ammiccamenti sensuali delle coppie del cinema e rappresentando delle vere scene pornografiche, una sorta di Kamasutra sotto le colorate e divertenti spoglie del fumetto. Dov’è stato possibile?! In rete, ovviamente. Queste strisce sono apparse per la prima volta nel marzo del 2008, ma oggi il sito vanta più di 30.000 registrati. L’ormai famosissima porno star è una donna indiana, casalinga, dalle curve abbondanti, il cui marito è pressoché assente nella sua vita e che per vincere la noia si abbandona a giochi sensuali con gli uomini che incontra quotidianamente. Il download dei disegni è talvolta molto lento, ma si sa, il bello arriva solo alla fine di ogni puntata, perciò …

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Il cellulare in India “prende”?!

Prende, prende. In India, ogni mese, 10 milioni di persone comprano per la prima volta un telefono cellulare. Prende talmente tanto che sia i parlamentari Indiani, sia i responsabili del Jamia Ashra-ul-Madaris (istituto di studi musulmani) hanno deciso di regolamentarne l’uso. Il Parlamento sta lavorando in questi giorni su una legge che ne limiti l’utilizzo nei templi e in vari altri luoghi di culto, ma anche di divertimento, sostenendo che la pratica ormai diffusissima anche in India va a scapito della buona educazione e della cortesia.

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La contraddizione delle caste

In questi ultimi anni, il governo centrale indiano ha elaborato numerose proposte per allentare la rigidità castale. Ad esempio, l’idea di donare un bonus di 50mila rupie (1.000 dollari) alle coppie di caste diverse che decidono di sposarsi. Le caste inferiori, gli intoccabili, escluse dalla maggior parte delle attività politico-economiche del Paese, costituiscono i due terzi della popolazione indiana e questo rischia di frenare l’India nella sua scalata mondiale.

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Cinema

Bollywood, nato dalla fusione tra Hollywood e Bombay, ospita la più grande industria cinematografica del mondo. I film di Bollywood, noti soprattutto per la bravura dei ballerini e la cura delle coreografie, generalmente raccontano storie famigliari a lieto fine. L’India, però, non è solo Bollywood. Anche in Italia e in Europa si stanno diffondendo film ad ambientazione indiana.

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Come cambia la famiglia indiana

La tradizionale famiglia indiana allargata, con membri che arrivano fino alla terza o quarta generazione, sta cambiando. Sempre più anziani si sentono abbandonati dai loro figli che spendono la maggior parte del tempo fuori casa. Tuttavia, in un sondaggio di India Today/AC Nielsen, l’80% degli intervistati dichiara di avere avuto un matrimonio organizzato e il 77% afferma di preferirlo al matrimonio d’amore.
In alcuni casi è la sposa ad essere scelta. In altri è lo sposo, accuratamente “selezionato” tra numerosi candidati appartenenti alla stessa casta della sposa. Si può trovare o abbandonare l’anima gemella anche via internet. Nel 2006, è stato celebrato in India il primo divorzio on line, con tanto di schermo iper tecnologico, webcam e microfoni in tribunale.