Un po’ di numeri, il trend del mercato digitale

Secondo la Forrester Research, l’India sarebbe il terzo Paese al mondo per numerosità di utenti online, con una crescita media del 10-20%. Lo studio condotto dalla Forrester prevede che in tutto il mondo il numero di utenti toccherà i 2,2 miliardi nel 2013, di cui circa 96 milioni saranno utenti indiani, più di 300 milioni saranno cinesi. Altre ricerche, individuano il luogo di accesso a Internet preferito: casa propria (37%), l’ufficio (30%), cybercafè (15%) oggi in sensibile crescita. L’utilizzo di Internet per cercare informazioni, approfondimenti, divertimenti e acquistare è diventato un fenomeno di massa. Il passaparola fra conoscenti e amici è stato ormai soppiantato dalla ricerca online, sia per prodotti sia per servizi. Gli utenti indiani soprattutto utilizzano molto Internet con questo fine, tanto da essere considerato una vera e propria ‘vetrina’. Nell’Ottobre del 2009 si sono registrati circa 34,5 milioni di possibili acquirenti online in India, in realtà solo il 22% hanno effettivamente comprato, ma rimane comunque un numero considerevole. Questo vuol dire, in ogni caso, che l’utente medio si informa online sul prodotto da acquistare, anche se poi si reca al punto vendita. Il trend è sintomatico. Google (35%) è chiaramente il sito più popolare tra gli indiani online, segue Yahoo (28%) e a ruota Gmail, Orkut e Tiscali.

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Emergenza climatica e giochi di potere

A sette giorni dal vertice ONU di Copenaghen, il ministro Indiano dell’ambiente Jairam Ramesh aveva posto quattro condizioni poco conciliabili con le richieste dei climatologi:
1. nessun vincolo sulla riduzione delle emissioni serra
2. nessun controllo internazionale senza aiuti economici
3. nessuna data per il picco delle emissioni che alterano il clima
4. nessuna barriera economica sulle merci ad alto impatto climatico prodotte nei Paesi in via di sviluppo

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un servizio davvero eccellente? solo in India!

Chi ha aiutato Microsoft a far conoscere Vista, la Yash Raj Films a promuovere il film Tashan? Chi non ha mai scioperato negli ultimi 100 anni pur operando nella patria degli scioperi? Chi ha affascinato le business school di tutto il mondo e ha ammiratori del calibro del Principe Carlo e di Richard Branson? Non scervellatevi a trovare il nome di una famosa azienda; stiamo parlando dei dabbawallahs di Mumbai.
Sebbene se ne sia parlato più volte, la realtà dei dabbawallahs dovrebbe esser conosciuta anche da tutti coloro che non ne hanno mai sentito parlare; tanta è la riverenza che ispirano. Tanto per cominciare, secondo la rivista Forbes possiedono ben sei qualità che permettono loro di competere con aziende come Motorola, GM, ecc. operano senza alcuna moderna tecnologia e non ricorrono all’aiuto manageriale di alcun laureato, ma utilizzano solo la forza lavoro e l’impegno umano.

Dabba è un cestino per il pranzo e i dabbawallahs sono coloro che li consegnano. Praticamente, sono pasti preparati in casa che i dabbawallahs consegnano a 200 mila persone in tutta Mumbai, e anche in alcune altre città. Ritirano il dabba confezionato presso la casa di un cliente o un distributore, in base alla richiesta del cliente e glielo consegnano in orario. Alla sera lo riportano al luogo di partenza. Per capire come mai i dabbawallahs sono così richiesti, prima di tutto bisogna comprendere Mumbai e la sua gente.

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L’imbarazzo di una conversazione

Un modo per instaurare un buon rapporto di fiducia con gli Indiani è quello di conversare.
Argomenti che possono variare molto e che a volte posso sembrare invadenti, personali. Ricordatevi che hanno un minor senso della privacy rispetto agli Occidentali, per questo porre domande sulla vita famigliare dell’interlocutore è un semplice gesto di amicizia. Le tematiche che ricorrono più sovente saranno il cricket, il cinema e la politica: esserne informati può rivelarsi molto utile anche in una relazione d’affari.

Solo abbigliamento casual, prego

In India il clima è caldo. Soprattutto nelle aziende del settore informatico, sono consigliati t-shirt, jeans e scarpe da ginnastica. Non troverete persone abbigliate in altro modo. Tra l’altro tutto avrà toni pastello, i colori sgargianti non fanno parte del mondo professionale. Se poi, ad un incontro sociale, vorrete sfoggiare un vestito indiano (il kurta-pajama o il salwar) sarà considerato un gesto di amicizia.

Portatevi sempre un pacchetto di biglietti da visita (tradotti in inglese) perché ne verranno scambiati molti, anche in occasioni diverse dall’ambito lavorativo.

Appuntamento Indiano

Siete alle prime armi con il Business in India? Ci pensiamo noi, ecco alcuni preziosi consigli al riguardo.
Ad esempio, se state per fissare un appuntamento con un professionista indiano sappiate che la puntualità non sarà scontata.

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Rompiamo il ghiaccio

Arti, religione, curiosità…le categorie di questo blog sono molte. Ma siamo un’azienda, e sappiamo che ci sono anche aziende in ascolto; rompo io il ghiaccio di questa nuova categoria Business per provare a descriverne il contenuto.
Cercheremo di far confluire qui tutti quei post, link e commenti, in inglese e italiano, che possono rappresentare per chi legge una scorciatoie alla comprensione del mondo degli affari indiano, alle sue opportunità e specificità. Il confine tra le categorie è spesso sottile, in questo caso lo sarà forse ancora di più; non ci interessa dare categorie precise, ma spunti utili per pensieri internazionali. Vorremmo dare spazio alle aspettative di molti, se non di tutti; fateci sapere quali sono le vostre, e inviateci commenti e idee..sono tutti benvenuti. Vi aspettiamo qui.