Lo spirito natalizio … tra elefanti bardati e ombrelli a baldacchino

Lo sapete che il Natale è riconosciuto tra le feste nazionali dell’India? Anche se i cristiani sono solo il 2% della popolazione indiana, stiamo comunque parlando di 26 milioni di persone, che collocano sui tetti delle case e in cima ai muri file di lanterne rosse ad olio sempre accese. Le vie commerciali delle città non differiscono da quelle occidentali per richiami all’acquisto di regali e cibo tipico. A Mumbai è presente una delle più grandi comunità cattoliche del Paese e non è raro vedere in questi giorni bei presepi esposti sulle finestre o grandi ghirlande di carta a forma di stella.
Si decorano abitazioni, negozi e ristoranti con candele, nastri colorati e alberi di mango e banano. Questa festa è sentita particolarmente nel Kerala e negli altri Stati del Sud, perché secondo la tradizione partì proprio da qui l’evangelizzazione dell’India per opera dell’apostolo Tommaso giunto dalla Palestina. Alla Messa di mezzanotte non solo partecipano i cristiani di tutte le confessioni ma anche gli amici e i vicini di altre religioni, a volte condividendo anche la cena della vigilia. Tutti usano quest’occasione per rivolgere preghiere speciali.
La Poinsettia è la stella di Natale Indiana, che qui raggiunge dimensioni davvero enormi. Le foglie di mango sostituiscono il nostro agrifoglio, ma le classiche decorazioni sintetiche e luccicanti anche qui sono le più diffuse.
L’anno scorso sulle spiagge di Puri, presso Bhubaneswar, è stato realizzato un Babbo Natale di sabbia alto più di 7,50 metri!

Holi Festival, colori e sorrisi

Le festività indiane più memorabili agli occhi di un turista straniero sono quelle dedicate all’arrivo della Primavera e alla fertilità della terra. Una sorta di carnevale con la stessa allegria ed esplosione di colore di quello occidentale, dove le inibizioni e persino le distanze tra caste e sessi vengono abbandonate.

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Onam, una festa per tutti

Da pochi giorni si è concluso l’Onam, il più grande Festival dello Stato del Kerala. Se ne ha traccia da circa cinquecento anni e vanta numerose leggende. Dichiarata Festa Nazionale nel 1961, dura dai 4 ai 10 giorni ed è scandita da Onakalikal (giochi di gruppo), danze popolari e parate di elefanti. Tutti si impegnano in modo accurato alla preparazione del Festival. Le donne, nei loro sari più eleganti, realizzano rangoli con pasta di riso colorata e pookkalam con fiori sbriciolati, tramandandone le tecniche alle loro figlie. Gli uomini competono fra loro nel Vallamkali, la tradizionale gara di canoe. La gioia dei festeggiamenti parifica caste e credi differenti.

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Festival dedicati agli animali

Si organizzano numerose cerimonie anche in onore di elefanti e cammelli. Possono essere delle vere e proprie fiere per la compravendita, arricchite da gare di bellezza o di corsa degli animali stessi. Nonostante gli appelli alla moderazione lanciati dai sindaci delle città in cui si svolgono queste manifestazioni, la competizione fra i partecipanti delle gare è sempre molto accesa.

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Festival dedicati alle divinità

Con cadenze cicliche e puntuali, le divinità vengono ricordate con parate religiose che ne narrano le gesta leggendarie. Musicisti, danzatori e artisti vari rendono le vie della città un ambiente colorato e divertente per diversi giorni. L’omaggio alle divinità può essere reso anche attraverso meditazioni e processioni notturne, come la famosa Grande notte di Shiva, in cui i devoti digiunano e pronunciano ininterrottamente il nome del dio per ore.